Si sono scritti un'infinità di trattati sulla mente.
Se li congiungessimo pagina per pagina, faremmo decine di migliaia di volte il giro della Terra. Senza addentrarci in discorsi complicati, possiamo senza dubbio affermare che il nostro cervello è la "centralina", il meccanismo dal quale parte quasi la totalità di ciò che siamo, che potremo e che vorremo essere.
Spesso alcuni disturbi o malattie psicosomatiche sorgono in risposta a situazioni di disagio o stress, derivanti da emozioni negative dovute a dei timori latenti che tengono il nostro organismo in un continuo stato di tensione. Il nostro corpo spesso reprime ciò che proviamo e ad un certo punto non riesce più a controllarsi, come una valvola di sfogo reagisce. Stati d'animo negativi protratti nel tempo, a volte anche repressi, diventano dei sintomi, dei disturbi fisici e non, degenerando in vere e proprie patologie.
Spesso tendiamo a ricorrere a soluzioni "palliative" per mettere subito tutto a tacere, senza comprendere il nostro corpo e soprattutto la nostra mente.
Noi possediamo un sistema di allarme nel cervello comandato da una ghiandola chiamata Amigdala. Essa contribuisce a costituire la cosiddetta parte limbica del cervello ed è responsabile dello stress, essendo sostanzialmente coinvolta in tutti quei processi che regolano le emozioni, fissando in celle di memoria, come in un hard disk interno, gli stimoli emotivi ricevuti dagli eventi occorsi nella nostra vita, sin dall'infanzia.
Ecco il perché di alcune paure e fobie di natura inconscia.
Una delle sue funzioni principali è aiutarci a riconoscere le potenziali minacce alla nostra sopravvivenza. Quando intercetta uno stimolo o un evento potenzialmente pericoloso per noi, induce il nostro corpo ad attivare un meccanismo di difesa chiamato "attacco-fuga".
L'Amigdala non accetta consigli dalla nostra parte razionale, l'Amigdala agisce di istinto attivata dai cinque sensi, escludendo la parte cognitiva. A lei non importa che tu sia ad una funzione solenne all'interno di una chiesa: se sente uno scoppio improvviso, ti ritroverai probabilmente ad urlare nel bel mezzo della celebrazione. A lei non importa se tu stia o meno discutendo una tesi universitaria, se sentirai qualcosa camminarti sui piedi, molto probabilmente ti ritroverai a gridare "aiuto"! Ne consegue quindi una reazione fisiologica di allarme: aumento della frequenza cardiaca, della temperatura corporea, della produzione di adrenalina, del ritmo della respirazione, con richiamo della circolazione sanguigna nelle zone periferiche e conseguente blocco della digestione, tutte reazioni associate all'ansia ed agli attacchi di panico.
Queste sono tutte azioni giustificate nel caso di reale o presunto pericolo.
Diverso è quando si hanno attacchi di panico senza una effettiva evidente motivazione. L'Amigdala, in questi casi, ha lavorato per un periodo più o meno lungo come un interruttore bloccato, spinta da un continuo stato di timore o ansia, facendoci produrre enormi quantità di Noradrenalina, Adrenalina e Cortisolo.
Sapendo come fare, è davvero possibile fermare questo processo e arrivare al benessere. Conoscere da dove proviene un dolore o un malessere (ancoraggi), capire il perché nasce ma soprattutto come accompagnarlo a lasciarci, aiuta a migliorare la nostra vita e a restare bene e in equilibrio.